Il museo, situato nello splendido scenario di Palazzo Forcella nel centro storico di Buccino, partendo dalla figura di Carlo Levi narra e studia, attraverso le più recenti forme digital story telling, i modi e i tempi con i quali si è affermata la «Questione Meridionale».

Dal dopoguerra ad oggi Carlo Levi è sempre stato un nome noto al «grande pubblico», per il suo celebre libro Cristo si è fermato a Eboli. Il racconto del confino lucano del 1935-36, scritto a Firenze nella clandestinità del 1943-44 e pubblicato da Einaudi all’indomani della Liberazione, deve com’è noto lo straordinario successo di quegli anni- al centro dell’attenzione in Italia e una trentina d traduzioni nel mondo- alle sue intrinseche qualità letterarie, e naturalmente alla congiuntura del dopoguerra in cui venne elaborata e divulgata quella rappresentazione arcaizzante e radicalmente antistatalista del Mezzogiorno interno, nel mix originalissimo di messaggio culturale e di denuncia politica. Ma la sua attenzione per i temi del mezzogiorno è presente anche in altre attività proprie della sua poliedrica personalità, a partire dalla pittura. Grazie alla collaborazione con Fondazione Carlo Levi di Roma, il Museo espone oltre 50 opere da lui realizzate che affrontano temi come quelli della cultura materiale, dei volti, dei miti, dei paesaggi, il tutto con il supporto delle ultime tecnologie applicate ai beni culturali.

L’attività e l’allestimento del museo e della biblioteca ad esso collegata, affronta i temi della Questione Meridionale intesa come rappresentazione costruita, sia tramite le auto-rappresentazioni (e auto-percezioni) che i luoghi comuni importati. Infatti essa non può essere considerata la somma dei vari problemi “reali” che esistono e sono esistiti al Sud ma un discorso, una rappresentazione, una costruzione dell’immaginario.

MUSEO CARLO LEVI e della QUESTIONE MERIDIONALE

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VIDEO LE ORIGINI DELLA QUESTIONE MERIDIONALE

Il Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale rappresenta un’unicità; uno spazio di documentazione e di approfondimento delle tematiche filosofiche, poetiche e opere d’arte sviluppate da Carlo Levi (Torino, 1902 – 1975) in oltre 73 anni di vita.

Il Museo prospettato si configura non solo come contenitore culturale nel quale vengono esposti e contemplati oggetti (reperti) ma attivatore culturale, ovvero, museo narrante che fa del racconto emozionale dei temi legati alla Questione Meridionale nei suoi vari aspetti, il suo oggetto di visita e fruizione. Per questo, strategico è lo Sviluppo di contenuti IT, promozionali, divulgativi, proponendo una serie di contenuti didattici multimediali che mirano a valorizzare e promuovere l’allestimento e la fruizione del Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale a partire dal patrimonio audiovisivo a disposizione, attraverso prodotti in realtà aumentata, profilati per la mappatura del pubblico, coinvolgenti e attrattivi per fruitori eterogenei. La realizzazione del catalogo presenta la varietà dell’offerta didattica del museo per le scuole e visitatori basata sulle tecniche narrative di corporate e storytelling.

Per i contenuti si fa riferimento all’ondata vivacissima di studi, dibattiti e ricerche, soprattutto (ma non solamente) nell’ambito dell’IMES e di MERIDIANA, che ha sfidato il concetto e l’immagine consolidati del Mezzogiorno: Una serie di studi puntuali aveva smontato man mano il meridionalismo “piagnone”, la fracasomania hircshmaniana, il miserabilismo, l’uniformità, l’immobilismo, la peculiarità e la straordinarietà del Sud. Ne emerge un quadro del Mezzogiorno diversificato, disarticolato in tante aree e sub-regioni, di diverse culture e strutture sociali e familiari, di razionalità proprie e “indigene” con particolare riferimento alle aree interne proprie della realtà che ospita il Museo.

Nell’attività didattica del museo si condensa lo sforzo di smontare i luoghi comuni; sono stati impiegati approcci differenti ed interdisciplinari tra la storia, l’antropologia, l’economia e la sociologia per far emergere un Sud a “pelle di leopardo”.

Inoltre l’approfondimento della variegata produzione intellettuale e della personalità di Carlo Levi in quanto ebreo e antifascista consente di trattare temi importanti del 900 come la seconda guerra mondiale, la persecuzione razziale, in particolar modo trattare i vari aspetti attuali della Questione Meridionale producendo dibattiti e   incontri   sulle prospettive in un’area territoriale la cui vocazione è coerente con le linee di politica economica elaborate a livello continentale (SET Plan UE 2030) e globale.

Il Museo Carlo Levi e della Questione Meridionale a Buccino ospita, in forma permanente, le opere pittoriche di Carlo Levi dal titolo “Il segno avvolgente di Carlo Levi: Volti, mito e natura”.

Nelle opere, per lo più grandi pastelli e tecniche miste, databili dagli anni ‘50” agli anni ’60”, si può rileggere, alla luce di una viva tensione creativa e di un audace sperimentalismo tecnico, quasi l’intera produzione del pittore: ritratti, volti di contadini del sud, maternità, soggetti mitologici, (Narciso, Ulisse, Orfeo, Euridice); alberi morfologici e gli “amanti”, tema continuamente affiorante e rivisitato nella foga febbrile del colore-segno con il quale, avvicinandosi agli ultimi suoi anni, il vitalismo di Levi esplora e rinsalda l’inscindibile legame tra Eros e Thanatos.

Accanto a questo nucleo centrale sono esposte una serie di opere scelte di litografie, acqueforti e incisioni che mettono in luce un aspetto meno noto della sua produzione, ma estremamente importante dalla fine degli anni “50” allorchè Levi si dedicò con grande passione all’incisione con diverse edizioni – oggi introvabili – alla diffusione di alcuni suoi temi particolarmente cari, che divennero parte costitutiva della cultura visiva di allora.

Nella sala didattica sono proposte, in formato digitale, una selezione delle opere pittoriche realizzate da Levi durante il confino e che rappresentano i personaggi e i luoghi del “Cristo si è fermato a Eboli”. D’altro canto, occorrerà inserire pienamente l’opera Carlo Levi in un rapporto fecondo con l’arte contemporanea, dialogando attivamente con le produzioni artistiche più recenti.

 

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